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Per fruire dei permessi per assistere il
disabile grave non sarà più necessario convivere con l´assistito. Ma non
potranno più fruirne i parenti o gli affini di terzo grado.
Lo prevede il Collegato lavoro che è stato approvato in via definitiva
dalla Camera il 19 ottobre scorso.
E´ prevista un´eccezione nel caso in cui i genitori o il coniuge della
persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i
sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti. In questo caso i permessi
potranno continuare ad essere fruiti anche dai parenti o affini di terzo
grado. In ogni caso i permessi potranno essere utilizzati da una sola
persona tra gli aventi titolo, mentre, qualora si tratti di genitori che
assistano il figlio, potranno fruirne entrambi, sebbene non
contemporaneamente.
Il diritto alla precedenza nei trasferimenti avrà valore solo se le sedi
di preferenza saranno comprese tra quelle più vicine al domicilio
dell´assistito.
Pubblichiamo il testo dell´art.24 del Collegato, che reca le modifiche
alla normativa sui permessi e il testo degli articoli interessati dalle
modifiche, coordinati con le nuove disposizioni.
Il provvedimento entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale, una volta trascorsi i 15 giorni previsti dalla legge (c.d.vacatio
legis).
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